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DOMANDE FREQUENTI (F.A.Q.)
Che cosa sono le vie urinarie? Quali sono i sintomi di una cistite? Perché sono principalmente colpite le donne? La flora vaginale varia con l'età? In che modo gli ormoni regolano l'habitat vaginale? Gli ormoni hanno influenza anche sulla vescica? Quali sono i fattori che possono modificare e alterare l'ecosistema vaginale? Cosa si intende con i termini recidiva e reinfezione? Ma la vescica non presenta difese? Quali sono i microrganismi più frequentemente responsabili delle cistiti? Come si diagnostica una cistite batterica? Quali sono le cause della resistenza batterica? Come si fa un prelievo di urine in maniera corretta senza contaminarle? Che cosa è necessario fare nel caso di positività delle analisi delle urine? Quando è utile integrare un trattamento nutraceutico? Dove posso trovare i rimedi nutraceutici che consigliate?
La cistite è un'infiammazione della parete vescicale frequentemente provocata da un'infezione che colpisce le vie urinarie.
Che cosa sono le vie urinarie? Sono un sistema che conduce l'urina verso due condotti, gli ureteri, del rene alla vescica che funziona da serbatoio. L'urina viene emessa all'esterno con l'atto della minzione attraverso un'altro breve condotto: l'uretra. Quali sono i sintomi di una cistite? ° Difficoltà nell'emissione dell'urina che viene eliminata goccia a goccia. ° Dolore e bruciore nell'urinare che persiste anche dopo la fine della minzione. ° Dolore suprapulvico accompagnato dalla sensazione di non aver svuotato completamente la vescica. ° Bisogno continuo di urinare. ° Talvolta perdita di sangue con l'urina. Questi sintomi possono presentarsi tutti o in parte, e possono accompagnarsi a torbidità delle urine che potrebbero avere odore sgradevole. Perché sono principalmente colpite le donne? Il fattore più importante che predispone all'acquisizione dell'infezione è dovuto alla diversa conformazione anatomica dell'ultimo tratto escretore nella donna rispetto all'uomo, l'uretra. La brevità dell'uretra femminile che misura circa
3-4 cm e la vicinanza alla vagina e al retto costituiscono fattori di
maggior rischio e maggiore prevalenza delle infezioni delle vie urinarie
(IVU) nella donna.
E' per questo, infatti, che i batteri provenienti dall'intestino possono raggiungere il condotto uretrale e da qui risalire in vescica. La colonizzazione può essere favorita dalle secrezioni normalmente presenti in vagina. Se l'ingresso dei batteri in vescica è legato alla loro risalita attraverso l'uretra, quale ruolo riveste l'ambiente vaginale nelle cistiti? Un ambiente vaginale sano rappresenta la prima linea di difesa alla risalita dei batteri. In condizioni normali in vagina sono presenti microrganismi (i lattobacilli) che ostacolano la crescita degli altri batteri nocivi. Questo termine indica l'insieme dei microrganismi che colonizzano la vagina e che sono in equilibrio dinamico sia tra loro sia con l'ambiente che li ospita (ecosistema). La flora vaginale varia con l'età? La flora vaginale delle bambine non è quella delle ragazze o delle donne adulte, e subisce ulteriori modifiche con l'avanzare degli anni. Si intuisce che queste caratteristiche variano durante la vita della donna in rapporto alle varie fasi ormonali. In che modo gli ormoni regolano l'habitat vaginale? Gli estrogeni realizzano, attraverso una serie di eventi il cui fine è stabilire un ambiente vaginale acido, la condizione ideale per impedire la crescita di batteri che potrebbero alterare il benessere della donna. Lo stesso ciclo mestruale può influire su questo equilibrio. Ci sono periodi, quindi nella vita di una donna in cui ella è particolarmente vulnerabile verso episodi di cistite che possono presentarsi in modo ricorrente. Se ciò accade la donna può andare incontro a conseguenze psicosociali serie: stress fisico e mentale, limitazioni nella vita sociale e lavorativa, implicazioni negative nel comportamento sessuale che può arrivare alla rinuncia per la paura della ricomparsa di cistite in seguito ai rapporti. Gli ormoni hanno influenza anche sulla vescica? E' stato dimostrato che per alcuni organismi, soprattutto per Escherichia coli, è importante la capacità che essi hanno di aderire alla mucosa vescicale affinché si determini l'infezione. L'adesività del batterio avviene attraverso i suoi prolungamenti chiamati "Pili" o "Fimbrie". La capacità delle cellule del vestibolo, della vagina, dell'uretra, di impedire che questi microrganismi aderiscano, varia con le variazioni ormonali; sembra che sia più forte nei primi giorni del ciclo mestruale e più debole nei giorni che corrispondono all'ovulazione. E' dimostrato, inoltre, che questa stessa capacità di difesa diminuisce nelle prime fasi della gravidanza e dopo i 65 anni di età. Ciò potrebbe spiegare perché le cistiti nelle donne si presentano spesso a intervalli regolari. Quali sono i fattori che possono modificare e alterare l'ecosistema vaginale? Il rispetto dell'ambiente vaginale rappresenta la premessa indispensabile in un percorso di prevenzione delle infezioni urinarie. Talune abitudini comportamentali, che riguardano lo stile di vita, sono da considerarsi maggiori responsabili tra i fattori di rischio per l'instaurarsi della cistite e per aumentare la probabilità delle recidive e delle reinfezioni. Sono da considerarsi fattori di rischio: ° cattiva igiene; ° rapporti sessuali non protetti; ° uso di tamponi vaginali durante il ciclo mestruale; ° uso di detergenti intimi non specifici; ° uso di spermicidi; ° irregolarità alimentari; ° antibioticoterapia non specifica. Cosa si intende con i termini recidiva e reinfezione? Per recidiva si intende una successiva infezione provocata dagli stessi batteri della precedente. Per reinfezione si intende una successiva infezione determinata da una specie batterica differente. Ma la vescica non presenta difese? I meccanismi di difesa della vescica sono molteplici, ma i principali sono da rapportare a tre fattori. Il primo rappresentato da sostanze sintetizzate della vescica stessa, che formano uno strato protettivo capace di impedire l'adesione dei batteri patogeni alla parete della vescica. Un secondo meccanismo di difesa è legato alla presenza nelle urine di una proteina prodotta dal rene, chiamata uromucoide, che intrappola i batteri i quali possono essere allontanati attraverso l'emissione delle urine. E' proprio la minzione regolare ed efficiente il terzo importante fattore di difesa, attraverso il quale si opera un lavaggio continuo della vescica e della parete uretrale, impedendo la colonizzazione dei batteri patogeni. Da includere nei meccanismi di difesa la presenza di anticorpi urinari e le stesse proprietà antimicrobiche dell'urina (come l'acidità). L'alterazione di tali fattori (tutti o parte di essi) per cause esterne o per cause interne (particolare predisposizione genetica) aumenta la suscettibilità alle infezioni urinarie. Quali sono i microrganismi più frequentemente responsabili delle cistiti? La maggior parte delle infezioni urinarie non complicate è causata da batteri di origine intestinale. Escherichia coli è il microrganismo più comune, ed è responsabile dell'85% delle infezioni urinarie. Sono spesso frequenti altri microrganismi di provenienza intestinale o microrganismi provenienti dall'area genitale esterna. L'identificazione dell'agente infettante attraverso l'urinocultura è importante per la diagnosi e per la terapia specie nelle cistiti ricorrenti, di natura non infettiva, che possono simulare i segni e i sintomi di un'infezione urinaria. Altri batteri responsabili di cistiti ricorrenti sono: Clamydia trachomatis e Mycoplasmi per i quali è necessari eseguire una ricerca specifica. La presenza cospicua di batteri nelle urine, che normalmente non ne contengono, viene definita batteriuria. Naturalmente bisogna escludere la contaminazione delle urine da parte dell'uretra, della vagina e della cute. Una batteriuria significativa indica che il numero dei batteri è tale da evidenziare una contaminazione. Una batteriuria persistente indica, in genere, che la terapia non è stata adeguata; la causa più comune è legata allo sviluppo da parte dei batteri di una resistenza nei confronti dell'antibiotico scelto. Quali sono le cause della resistenza batterica? Le cause più probabili possono essere uno schema terapeutico inadeguato, per cui i batteri più forti, dalla stessa specie, riescono a svilupparsi, oppure contemporanea presenza di altri batteri non sensibili all'antibiotico usato. Come si diagnostica una cistite batterica? Gli esami di laboratorio che orientano verso la diagnosi di cistite di origine batterica sono l’esame chimico-fisico e l’esame colturale dell’urina, detto anche urinocultura. L’urinocultura è da considerarsi positiva quando
uno o più parametri, dei seguenti, risulta positivo: Come si fa un prelievo di urine in maniera corretta senza contaminarle? Le urine del mattino, eliminato il primo getto, vengono raccolte in un contenitore sterile. E' necessario che tutta la zona venga precedentemente detersa in maniera accurata, la tecnica di pulizia prevede la detersione dei genitali dall'avanti all'indietro, allargando le grandi labbra al fine di evitare che i batteri normalmente presenti all'esterno possano falsare il risultato delle analisi. Il campione di urina, deve essere portato subito in laboratorio e non lasciato per molto tempo a temperatura ambiente, perché i pochi germi presenti si moltiplicano e il risultato viene falsato. Positività delle analisi delle urine ° Presenza elevata di leuciti (globuli bianchi) superiori a 10.000/ml ° Presenza elevata di batteri (>100.000/ml) ° Presenza di emazie (globuli rossi) ° Presenza di nitriti ° Aumento del pH Che cosa è necessario fare nel caso di positività delle analisi delle urine? Una volta isolato il germe responsabile dell'infezione è importante, dopo averlo identificato, eseguire l'antibiogramma, ossia il saggio di sensibilità agli antibiotici in modo da ottenere la Concentrazione Minima Inibente (MIC) del farmaco. Questo test consiste nel mettere a contatto le colonne batteriche isolate con una vasta tipologia di farmaci disponibili sul mercato, in modo da verificare l'efficacia dell'antibiotico. Il risultato del test di sensibilità ai farmaci ha un ruolo cruciale nella diagnosi completa ed accurata delle infezioni batteriche poiché permette al medico di scegliere la classe di farmaco più attiva e la corretta posologia di somministrazione. Quando è utile integrare un trattamento nutraceutico? E’ utile integrare alcuni rimedi naturali ogni volta che si assumono antibiotici. Tali rimedi possono infatti prolungare gli effetti positivi dell’antibiotico e contemporaneamente possono riportare in equilibrio l’organismo e le difese immunitarie. E’ particolarmente utile integrare un trattamento nutraceutico in caso di cistiti ricorrenti. Dove posso trovare i rimedi nutraceutici che consigliate? In caso di difficoltà a trovare i rimedi nutraceutici, è possibile prendere come riferimento il sito www.erboristeriasalute.com dov’è possibile trovare i rimedi alla cui formulazione ha partecipato anche Milo Manfredini. |
F.A.Q. |
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